Tenendo fede ad uno dei buoni propositi per il 2014…

…sono qui a pubblicare l’ultimo post del 2013.

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Incontri del trenotipo

Non riesco a smettere di guardarli: lui, con gli occhi teneri e vicini, una maglietta che ne rivela l’età e lo sguardo pulito di chi ancora crede nei sogni; lei con i capelli spettinati e così rara nella sua spontaneità che gli accarezza un polso come stesse lucidando un tesoro dal valore inestimabile. Sembrano di ritorno da una gita, di quelle rubate alla routine quotidiana, al grigiore della città ed emanano ad ogni respiro un luccichio che illumina un po’ anche a me. Giusto un po’.

Istantanea di amore rubata.

E poi i simpatici e giovanissimi nerd, ognuno alle prese con lo stesso gioco ma da dispositivi diversi e lo sguardo fisso e concentrato. Il mondo per loro non esiste. Vestiti in modo semplice al punto da sembrare trasandati con enormi zaini zeppi di tecnologia. Si scambiano occhiate di sfida come se intenti in chissà quali imprese.

– Mi devi aiutare. Dobbiamo far collassare qualcuno il 31, voglio scrivergli con il mio nuovo pennarello nero indelebile sul viso. Che poi la Paola vuole che non si tocchi nulla fino alle 10, vuole che si parli. Ma che poi, si parli di cosa? Del tempo? Le concedo fino alle 7, non di più.

Indovinate la loro età.

E come dimenticare lui, l’indomabile cannaiolo? Seduto accanto alla madre, masticando a bocca aperta, dice ad un signore dall’aria distinta ed un foulard sgargiante che mi fa sorridere:

– E’ inutile che ci provi, rimorchione del cazzo! Anche se l’ha fatta sedere non vuol dire che gliela lascio (Indicando con una madre la madre mentre con l’altra si porta alla bocca un Ringo ad una velocità mai registrata prima dai miei occhi attenti).

Ed il povero signore in questione che si guarda attorno con il volto sgomento come a dire “Che pazienza!”. Quella stessa pazienza che dopo è servita a me per non sembrare scortese nei confronti del suo diretto invito a fumare canne pur di sopravvivere in Italia, il paese della repressione sessuale. Mah!

Eppure nulla a che vedere con i furbi occhi da topolino del bimbetto ciociaro che, pur di attirare la mia attenzione, mi ha prima presa a calci e poi mi ha offerto, sorridendo, il ricco bottino di attente pulizie di primavera. Lui sì che ha retto lo sguardo e, occhi negli occhi e a distanza più che ravvicinata, mi ha corteggiato galantemente.

Semplici viaggiatori.

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