Sì che sei tu

Rileggo il mio ultimo post…mi sa che risale alla morte di Bowie…ma parla di mio figlio. Sì, ho un figlio ed è la ragione per cui ho mandato a puttane tutto. Lui governa il mio mondo. Lui rende migliori o peggiori le mie giornate e che a voi piaccia o no, in questo momento scrivo e penso a lui.

La mia vita in questo momento ha il sapore dei pannolini sporchi, delle nottate in bianco pensando ai dentini o alle orecchie infiammate. Mi piace? Non lo so ma almeno lui rende significativa la mia vita. Eh sì che sicuramente starò sbagliando, che nel libro che sto leggendo si dice che un figlio non può costituire il centro del proprio mondo ma sapere cosa vi dico? Che a me non me ne fotte un emerito cazzo, che qui accanto a me ho la ragione per cui vivo e a cui regalo il mio amore incondizionato senza che debba temere di soffrire come con tutte le altre persone.

Sì che lo so. Lo so che sono folle.

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Curre curre

Io corro. Tu corri. Egli corre.

“Do’ cazzo vai?”. Come dargli torto.

Ricordo ancora che, da bambina (appena una manciata di anni fa se proprio dovesse prendervi la curiosità) giocare a nascondino mi provocava un piacere che, a tutt’oggi, mi risulta difficile da descrivere.

Avvertivo un formicolio fortissimo derivante, forse, da continue scariche di adrenalina che mi attraversavano. E mi piaceva, così come oggi mi piacciono tante altre cose.

[Sulle mie labbra]

Giocare a nascondersi, toccare un braccio e scappar via. Continuo a farlo: è la timidezza (ma solo in parte). Il resto è piacere.

Sì! P-i-a-c-e-r-e. Nessuna vergogna.Immagine

Vedo oltre

Voci confuse riempiono l’aria di allegria. Sorridono contenti di poter lavorare in gruppo, chiacchierare e cercarsi. In questa confusione mi accorgo del sorriso malizioso, eppur candido di E.

Non si è accorta del mio sguardo su di lei, mi confondo tra loro. Lei si gira, approfittando della distrazione del compagno e gli sottrae un foglio, nascondendolo in un libro. Le si colorano le guance. Sulle labbra una smorfia che cela più di quel che vedo.

Il compagno se ne accorge e sorride. Lei sa ma non ha il coraggio di voltarsi. Un sorriso le illumina il viso.

Gli restituisce il foglio. Piccoli gesti, grandi intenzioni.Immagine