Chi trova un amico trova un tesoro

E stamattina sei sbucato fuori così, mentre io ero ancora nella stanza a prepararmi.

Assonnata com’ero non sono riuscita a comprendere che qualcuno t’aveva dato il benvenuto al posto mio; un benvenuto stridulo [avrai senza dubbio pensato].

E’ stato solo dieci minuti dopo che mi han dato la notizia. Ed io non c’ero. Odio perdermi i migliori momenti. Odio sapere che qualcuno mi ha derubata anche solo della sensazione di un attimo. Non mi sono potuta fermare ma son dovuta, mio malgrado, correre al lavoro ūüė•

Quando son tornata, nonostante fossero passate solo tre ore, hai continuato a far l’offeso. Io son venuta, ho provato a chiamarti a gran voce (Toby!!!Toby!!!), a offrirti del cibo ma tu non mi hai degnata di alcuna attenzione. Ed io che son qui, a chiss√† quale distanza, a chiedermi cosa starete facendo assieme. Mi sale la gelosia al sol pensiero. Tu e lei assieme, in una manciata di metri quadrati. Che Dio tela mandi buona.

Per√≤ poi mi consola il pensiero di te che, spero, sarai l√¨ al mio rientro. Da oggi ho un nuovo amico: gi√† m’immagino le risate, i gridolini al solo vederti correre per casa, felice e satollo. Da stamattina so che la mia solitudine dovr√† fare i conti con te, anche di notte quando magari, nel silenzio assoluto, ci ritroveremo in cucina, a rosicchiare un biscotto. Da oggi, finalmente, potr√≤ colmare quel vuoto!

Ed esattamente nell’attimo in cui mi si accende un sorriso sul volto arriva lei, con un insulso messaggino ¬†a rovinare lo splendido momento.¬†

Nel weekend provo a risolvere quel problema.

Cazzo, no! Mi si frantuma un sogno, mi trema la terra sotto ai piedi. Ora sar√† felice. Al mio ritorno non ti trover√≤. Provo immediatamente ad abituarmi all’idea. Un’unica lacrima mi riga il volto e capisco: avr√† comprato qualche dannatissimo spray. S√¨, deve essere andata proprio cos√¨.

Addio mio piccolo Toby, avrei voluto perdermi nei tuoi occhietti anche solo per un attimo.

 

Storia di uno scarafaggetto e dello spray

che in cielo lo fece volare.

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Ricapitoliamo? No, grazie.

30 dicembre 2012

Non mi interessa un bilancio di quest’anno n√© voglio mandare a quel paese l’anno che volge al termine. Oddio che barba! Ricomincio da…non da 3 che a quello ci ha gi√† pensato il grande Troisi e pace all’anema sua.

Ricomincio da ieri.

Seduti in una chiesa sconsacrata di via dei Tribunali, stretti e ammucchiati uno sull’altro, abbiamo assistito ad uno spettacolo degno dello spirito napoletano. Canti, balli, Pulcinella con l’amaro in bocca che la mia citt√†, sola, sa lasciare.¬†

Al di là dello spettacolo in sé (che merita) nel corso di quei 20 minuti, e sottolineo 20, una donna ha avuto il barbaro coraggio di lasciar squillare il cellulare e, udite udite, rispondere addirittura. Il tutto seduta tra altre persone e a spettacolo ormai iniziato, seppur da poco.

Premetto che avevo disconnesso il 3G onde evitare tentazioni/distrazioni per potermi godere il tutto. Godere…sapiente parola.

Interviene allora il cabarettista sfilandole il cellulare ed improvvisando una gag comica che la povera Carletta (dall’altra parte del telefono) subisce in modo pessimo pensando di essere ospite di un quiz televisivo.

La platea ride ma poi, vestiti i panni del moralista, il cabarettista ha rimproverato anche una signora alle mie spalle che armeggiava con un tablet.

Nemmeno io sarei arrivata a tanto! 

E gi√Ļ con una disquisizione filosofica con tanto di invito ¬†vivere le persone sul serio. “Voi siete asocial!”.

Non aveva poi tutti i torti…Maledetti a-social network del piffero!!!¬†

Ma allora, se le cose stanno così, perchè continuo ad avere un blog?

Io vorrei conoscervi e vivere le vostre vite di persone e non dietro un monitor che, inoltre, negli ultimi tempi non si è lasciato spesso accendere.

Io una risposta ce l’ho…voi?Immagine