Ippopotami rosa

Nonostante l’eco straziante e la nausea, i miei occhi nulla han potuto e si son lasciati ipnotizzare dal soffice, romantico, dolce zucchero filato. Come tenere nuvolette , di un rosa molto “Fantasia” (toh- gli Ippopotami), erano lì che risaltavano nel blu di un pomeriggio che d’invernale non aveva nulla se non l’amaro del ritorno. Andare e non tornare, viaggio, valigia sempre pronta, adrenalina, identità. Torno dal non-ritorno. No.

Loro son lì, seduti. Le candele appena accese, risplendono di un porpora sofisticato che richiama i calici nuovi per l’occasione. Calici non più bianchi ma allegri e colmi di promesse solenni.

Gambe accavallate, calze nere e decise rose fanno capolino . La curiosità è tanta ma tocca aspettare che poi l’attesa, si sa, accresce la fame. Primo, secondo e bicchieri di vino danzano su girasoli sbiaditi, bocconi che fan sorridere e gli occhi di due ragazzini che ancora si cercano.

.Immagine 

Annunci

Per una volta va bene…

Non credo di meritare alcun premio e non lo dico per vittimismo ma perchè, in quello che scrivo, non ci credo io e, dunque, non credo come facciano gli altri a fidarsi.

Però, c’è un però, so che questo è un “dispettuccio” di quelli affettuosi regalatomi su un vassoio di piombo dal gentile  cose mentali che proprio non riesce a star fermo con le dita martoriate.

Grazie. 

Immagine

 

Ah si, dimenticavo le domande…eccole!

1) Che significato ha per te il tuo blog – Ordine ai pensieri…

2)  Sogno nel cassetto – Mi occorre un armadio. Ho imparato a sognare (forse) troppo tardi ed ho parecchi arretrati. Vorrei crescere in altezza, fare la modella per Gucci, scrivere un libro, fotografare un geyser, studiare giapponese, partecipare al GF per prenderli a botte, imparare a nuotare, saper andare sui pattini, saper volare, imparare a guidare un aereo, riuscire a fregarmene…per gli altri c’è tempo!

3) Con che frequenza pubblichi sul tuo blog  Non ho mai “misurato” il tempo.

4) Commento che ti ha fatto più piacere – Quelli cattivi che poi, spesso, sono i più sinceri.

5) Gruppo musicale preferito – One Direction ahahahahah XD

6) Quale personaggio di quale romanzo ti piacerebbe essere – Io voglio essere Lisbeth Salander.

7)  Fotografia: preferisci quelle in Bianco&Nero o a Colori? – Non è il colore a conferire senso ma l’intensità.

8) In che periodo storico ti piacerebbe vivere – Mi sarebbe bastato nascere 30 anni prima. Mi accontento di poco, no?

9) La tua più grande passione – Rovinare giovani menti.

10) Marzullo-style: si faccia una domanda, si dia una risposta – Quando? E chissene!

Ed ora il magic moment: 5 blogger a cui voglio rovinare la giornata, vi lovvo tutti!

http://totipotenza.wordpress.com/ perchè voglio seguirti “peddavvero”!

http://attendereesperare.wordpress.com/ perchè per mesi non riuscivo a visualizzarti e tornerò a farlo se il tempo me lo consentirà!

http://angelcage.wordpress.com/ amo i post inutili, scrivine di più!

http://mavimung.wordpress.com/ troverò il tempo di leggerti.

http://vicozzarecords.wordpress.com/ simpaticissimoooooo 😉

 

Sono stata brava mon cher ami?

Bacetti puffettosi à tout le monde!

Tiemp bell e na vota

Sta lì, mi guarda sfatta come dopo un lungo viaggio in cui sai bene di aver sparato tutte le cartucce. Quasi piange – come se ciò fosse possibile – ripensando a quanto si è data per gli altri. 

Una vita breve ma intensa, sofferta eppur spesso vittoriosa ma sa che quel momento è giunto, quel momento in cui sai che contro l’ostinazione devi alzar le mani che i mulini a vento son figli della follia, vero Miguel?

Eppure un ultimo giro lo proverebbe pur di vivere un nuovo slancio adrenalinico, pur di sentire quella gioia. 

E allora eccola lì che si rimbocca le maniche ed indossa l’elmetto, suonino le trombe!

Si lancia nella sua ultima impresa eppur sa bene che, lei, non è più quella di una volta. Non c’è più traccia di quel coraggio e di quella vitalità per cui era stata scelta ma nulla può restare intentato.

Tre passi indietro ed una lunga rincorsa. Salta ed eccola all’attacco. Da giorni sognava quest’ultimo viaggio ma è lì, ostinato, caparbio, inamovibile, testarudo. Si prende gioco di lei che, nel frattempo, si accanisce. A nulla valgono le diverse strategie, i sotterfugi, le moine, il muso duro; contro lo sporco ostinato non può più niente, contro quello sporco che si piazza lì e che fa scomparire ogni possibilità di riuscita così che la sua già debole armatura si disfa ad ogni singolo impatto.

Sgrat! Sgrat! Sgrat!

E la maglia di metallo cede, la vede nera, più nera della mezzanotte.

Sgrat! Sgrat! Sgrat!

Non ne resta ormai più niente se non una scapellata paglietta la cui dignità è mandata a farsi friggere da avanzi di ogni tipo.

Ed ora è lì, esausta, che troneggia in un secchio assieme a stampelle, ad una collana, a tappi di ogni tipo.

Sei come lo sporco ostinato, hai vinto tu ma ora userò l’acqua bollente e farai la fine dell’aragosta.Immagine

Sa-la-ga-du-la

Sa-la-ga-du-la

Salagadulamagicabula

Bidibibodibibuuuu

Con la magia fai quel che vuoi tuuuu

Bidibibodibibuuuu

Ed ecco che quel fastidioso rumore scompare che poi, se non faccio in tempo ad accender lo stereo, mi parte un attacco d’ira da dietro la schiena. Striscia su di me, viscido, fissa le sue tenere mani violacee (un po’ alla Gollum, per intenderci) alle mie tempie ed inizia a “tambureggiare” al ritmo di “L’ombelico del mondo”. Maledetto Jovanotti.

Però potrei accorciare le distanze che nella mia stanzetta, non più umida, hanno appena installato una splendida postazione, nuova di Zecca.

In pratica mi han detto che funziona semplicemente battendo tra di loro i talloni, uno contro l’altro. Un po’ come Dorothy Gale.

In questo modo la mia stanca auto troverebbe un po’ di pace. Che poi, dire MIA (e tu lo sai!), resta pur sempre un eufemismo. Potrei, comunque e laddove necessario, tornare indietro nel tempo. Non passare col rosso, evitare di prendere in pieno un’automobile che poi, a pensarci bene, solitamente di incontri ravvicinati ne ho solo con semplici pali. Ahì! Galeotta fu la pomata.

Salagadulamagicabula

Bidibibodibibuuuu

Con la magia fai quel che vuoi tuuuu

Bidibibodibibuuuu

Sottovuoto

Immagine

Opera dell’artista belga Lawrence Malstaf. Per maggiori info: http://www.fortlaan17.com/artists/lawrence-malstaf/

Sottovuoto. E la testa va da sè.

Sottovuoto e in un attimo tu non ci sei più. Le mani, leggere, si muovono lievi come il battito d’ali di una farfalla che, stanca, si poggia sul mio naso.

Sottovuoto e son subito da te.

Sottovuoto e tutto scompare. Smetto di ascoltare ed un brivido caldo mi accarezza la schiena. Calore tra le gambe.

L’ultimo regalo mi aspetta

Che analogia sussiste tra le festività natalizie e l’organizzazione di un matrimonio? Ve lo siete mai chiesto? Io sì e credo almeno un centinaio di volte da quando mi sono svegliata stamattina. Sarà forse la naturale conseguenza della mancata visione del cinepanettone? Perchè se le cose stanno così…mi sa che qualcuno le prenderà di santa s-ragione.

O forse sarà la Sambuca al caffè? O il Castagnino (avvelenato)? O forse la frase che ancora mi risuona nelle orecchie.

Se dici qualcosa a tua madre o a tua nonna vengo fin lì e ti rompo il culo.

Lasciando perdere per un attimo il senso letterale della frase -Dio che dolore!- ciò che mi colpisce, essenzialmente, è che a pronunciare la qui presente frase sia stata una donnina minuta, dall’aria inoffensiva, pronta sempre a prodigarsi per tutti e che, giusto di tanto in tanto (da leggersi con tono ironico please) si diverte a distorcere la realtà.

Bene – mi dico – se allora le cose stanno così, esiste altro da aggiungere?

Avete presente quelle palline “pazze”, tutte colorate, che i bambini adorano scagliare con violenza contro le pareti sperando che, rimbalzando, finiscano dritte dritte in faccia ad uno degli adulti presenti? Bene, se avete ben chiaro in mente la scena o se almeno una volta nella vita anche voi lo avete fatto, lasciate perdere quel portentoso bambino puzzone e focalizzate l’attenzione (sempre se non troppo concentrata sul panettone senza canditi che avete appena posizionato sul tavolo) sulla pallina e capirete cosa ha spinto la mia amorevole zietta a rispondermi, gratuitamente in quel modo.

A Natale puoi cantavano i miei mostri oppure quando uno dei membri della famiglia è in procinto di sposarsi, destabilizzando tutte le falsità radicatesi in mesi , direi anni, di silenzi sapientemente consumati e di lamentele ben seminate.

Ed ecco che (forse) avrete compreso el símil con cui ho aperto il post.

E per me, che desideravo un Natale di ammore resta sotto l’Albero un unico piccolo pacchetto. Che lei sia con me!

Immagine

Tenendo fede ad uno dei buoni propositi per il 2014…

…sono qui a pubblicare l’ultimo post del 2013.

Immagine

Incontri del trenotipo

Non riesco a smettere di guardarli: lui, con gli occhi teneri e vicini, una maglietta che ne rivela l’età e lo sguardo pulito di chi ancora crede nei sogni; lei con i capelli spettinati e così rara nella sua spontaneità che gli accarezza un polso come stesse lucidando un tesoro dal valore inestimabile. Sembrano di ritorno da una gita, di quelle rubate alla routine quotidiana, al grigiore della città ed emanano ad ogni respiro un luccichio che illumina un po’ anche a me. Giusto un po’.

Istantanea di amore rubata.

E poi i simpatici e giovanissimi nerd, ognuno alle prese con lo stesso gioco ma da dispositivi diversi e lo sguardo fisso e concentrato. Il mondo per loro non esiste. Vestiti in modo semplice al punto da sembrare trasandati con enormi zaini zeppi di tecnologia. Si scambiano occhiate di sfida come se intenti in chissà quali imprese.

– Mi devi aiutare. Dobbiamo far collassare qualcuno il 31, voglio scrivergli con il mio nuovo pennarello nero indelebile sul viso. Che poi la Paola vuole che non si tocchi nulla fino alle 10, vuole che si parli. Ma che poi, si parli di cosa? Del tempo? Le concedo fino alle 7, non di più.

Indovinate la loro età.

E come dimenticare lui, l’indomabile cannaiolo? Seduto accanto alla madre, masticando a bocca aperta, dice ad un signore dall’aria distinta ed un foulard sgargiante che mi fa sorridere:

– E’ inutile che ci provi, rimorchione del cazzo! Anche se l’ha fatta sedere non vuol dire che gliela lascio (Indicando con una madre la madre mentre con l’altra si porta alla bocca un Ringo ad una velocità mai registrata prima dai miei occhi attenti).

Ed il povero signore in questione che si guarda attorno con il volto sgomento come a dire “Che pazienza!”. Quella stessa pazienza che dopo è servita a me per non sembrare scortese nei confronti del suo diretto invito a fumare canne pur di sopravvivere in Italia, il paese della repressione sessuale. Mah!

Eppure nulla a che vedere con i furbi occhi da topolino del bimbetto ciociaro che, pur di attirare la mia attenzione, mi ha prima presa a calci e poi mi ha offerto, sorridendo, il ricco bottino di attente pulizie di primavera. Lui sì che ha retto lo sguardo e, occhi negli occhi e a distanza più che ravvicinata, mi ha corteggiato galantemente.

Semplici viaggiatori.