Sì che sei tu

Rileggo il mio ultimo post…mi sa che risale alla morte di Bowie…ma parla di mio figlio. Sì, ho un figlio ed è la ragione per cui ho mandato a puttane tutto. Lui governa il mio mondo. Lui rende migliori o peggiori le mie giornate e che a voi piaccia o no, in questo momento scrivo e penso a lui.

La mia vita in questo momento ha il sapore dei pannolini sporchi, delle nottate in bianco pensando ai dentini o alle orecchie infiammate. Mi piace? Non lo so ma almeno lui rende significativa la mia vita. Eh sì che sicuramente starò sbagliando, che nel libro che sto leggendo si dice che un figlio non può costituire il centro del proprio mondo ma sapere cosa vi dico? Che a me non me ne fotte un emerito cazzo, che qui accanto a me ho la ragione per cui vivo e a cui regalo il mio amore incondizionato senza che debba temere di soffrire come con tutte le altre persone.

Sì che lo so. Lo so che sono folle.

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My starman

There’s a starman waiting in the sky.

He’s like to come and meet us

but he thinks he’d blow our minds.

Le prime note, un po’ malinconiche, mi fanno pensare a questi ultimi mesi: lenti e inesorabili. Poi cambia. Tutto si apre come una giornata di quelle grigie che ti iniziano a sorridere e ti fan venire voglia di uscir fuori e cantare.

Cantare…un tempo solo se felice, ora per far felice te e calmarti. Ed un sorriso si dipinge sul mio volto.

You’re my starman,

you’re my amazing joy,

you’re the reason why

I can smile. What else?

Nothing else can explain what I feel.

Full stop.

Non c’è sarcasmo. Tornerà.

Per ora solo il ritornello di una canzone che starete odiando.

 

Mangiafuoco

Avverto lontane auto che si spengono, sportelli che si chiudono ed un’angosciante canzone di cui nemmeno riconosco le parole. L’asettica voce mi avvisa che sono le 19. Ancora le 19 rimbomba nella mia testa che da ore scoppia. Ormai quasi giorno un flash mi ricorda di stamattina, un flash mi abbaglia. Come un ladro ho poi buttato tutto, speravo che nessuno se ne accorgesse. Forse mi avranno sentita ma avranno pensato alla solita insonnia.

Alzo gli occhi e mi guarda un viso stanco, gli occhi cerchiati di un nero che sta lì, cattivo, a sottolineare sacrifici, sonno, paura mista a delusione. Provo a consolarlo, a dirgli che non esistono fili da tendere, braccia da muovere o uteri da poter fecondare in un istante.

La matrigna si è presa gioco di me.

Ippopotami rosa

Nonostante l’eco straziante e la nausea, i miei occhi nulla han potuto e si son lasciati ipnotizzare dal soffice, romantico, dolce zucchero filato. Come tenere nuvolette , di un rosa molto “Fantasia” (toh- gli Ippopotami), erano lì che risaltavano nel blu di un pomeriggio che d’invernale non aveva nulla se non l’amaro del ritorno. Andare e non tornare, viaggio, valigia sempre pronta, adrenalina, identità. Torno dal non-ritorno. No.

Loro son lì, seduti. Le candele appena accese, risplendono di un porpora sofisticato che richiama i calici nuovi per l’occasione. Calici non più bianchi ma allegri e colmi di promesse solenni.

Gambe accavallate, calze nere e decise rose fanno capolino . La curiosità è tanta ma tocca aspettare che poi l’attesa, si sa, accresce la fame. Primo, secondo e bicchieri di vino danzano su girasoli sbiaditi, bocconi che fan sorridere e gli occhi di due ragazzini che ancora si cercano.

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Per una volta va bene…

Non credo di meritare alcun premio e non lo dico per vittimismo ma perchè, in quello che scrivo, non ci credo io e, dunque, non credo come facciano gli altri a fidarsi.

Però, c’è un però, so che questo è un “dispettuccio” di quelli affettuosi regalatomi su un vassoio di piombo dal gentile  cose mentali che proprio non riesce a star fermo con le dita martoriate.

Grazie. 

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Ah si, dimenticavo le domande…eccole!

1) Che significato ha per te il tuo blog – Ordine ai pensieri…

2)  Sogno nel cassetto – Mi occorre un armadio. Ho imparato a sognare (forse) troppo tardi ed ho parecchi arretrati. Vorrei crescere in altezza, fare la modella per Gucci, scrivere un libro, fotografare un geyser, studiare giapponese, partecipare al GF per prenderli a botte, imparare a nuotare, saper andare sui pattini, saper volare, imparare a guidare un aereo, riuscire a fregarmene…per gli altri c’è tempo!

3) Con che frequenza pubblichi sul tuo blog  Non ho mai “misurato” il tempo.

4) Commento che ti ha fatto più piacere – Quelli cattivi che poi, spesso, sono i più sinceri.

5) Gruppo musicale preferito – One Direction ahahahahah XD

6) Quale personaggio di quale romanzo ti piacerebbe essere – Io voglio essere Lisbeth Salander.

7)  Fotografia: preferisci quelle in Bianco&Nero o a Colori? – Non è il colore a conferire senso ma l’intensità.

8) In che periodo storico ti piacerebbe vivere – Mi sarebbe bastato nascere 30 anni prima. Mi accontento di poco, no?

9) La tua più grande passione – Rovinare giovani menti.

10) Marzullo-style: si faccia una domanda, si dia una risposta – Quando? E chissene!

Ed ora il magic moment: 5 blogger a cui voglio rovinare la giornata, vi lovvo tutti!

http://totipotenza.wordpress.com/ perchè voglio seguirti “peddavvero”!

http://attendereesperare.wordpress.com/ perchè per mesi non riuscivo a visualizzarti e tornerò a farlo se il tempo me lo consentirà!

http://angelcage.wordpress.com/ amo i post inutili, scrivine di più!

http://mavimung.wordpress.com/ troverò il tempo di leggerti.

http://vicozzarecords.wordpress.com/ simpaticissimoooooo 😉

 

Sono stata brava mon cher ami?

Bacetti puffettosi à tout le monde!

Tiemp bell e na vota

Sta lì, mi guarda sfatta come dopo un lungo viaggio in cui sai bene di aver sparato tutte le cartucce. Quasi piange – come se ciò fosse possibile – ripensando a quanto si è data per gli altri. 

Una vita breve ma intensa, sofferta eppur spesso vittoriosa ma sa che quel momento è giunto, quel momento in cui sai che contro l’ostinazione devi alzar le mani che i mulini a vento son figli della follia, vero Miguel?

Eppure un ultimo giro lo proverebbe pur di vivere un nuovo slancio adrenalinico, pur di sentire quella gioia. 

E allora eccola lì che si rimbocca le maniche ed indossa l’elmetto, suonino le trombe!

Si lancia nella sua ultima impresa eppur sa bene che, lei, non è più quella di una volta. Non c’è più traccia di quel coraggio e di quella vitalità per cui era stata scelta ma nulla può restare intentato.

Tre passi indietro ed una lunga rincorsa. Salta ed eccola all’attacco. Da giorni sognava quest’ultimo viaggio ma è lì, ostinato, caparbio, inamovibile, testarudo. Si prende gioco di lei che, nel frattempo, si accanisce. A nulla valgono le diverse strategie, i sotterfugi, le moine, il muso duro; contro lo sporco ostinato non può più niente, contro quello sporco che si piazza lì e che fa scomparire ogni possibilità di riuscita così che la sua già debole armatura si disfa ad ogni singolo impatto.

Sgrat! Sgrat! Sgrat!

E la maglia di metallo cede, la vede nera, più nera della mezzanotte.

Sgrat! Sgrat! Sgrat!

Non ne resta ormai più niente se non una scapellata paglietta la cui dignità è mandata a farsi friggere da avanzi di ogni tipo.

Ed ora è lì, esausta, che troneggia in un secchio assieme a stampelle, ad una collana, a tappi di ogni tipo.

Sei come lo sporco ostinato, hai vinto tu ma ora userò l’acqua bollente e farai la fine dell’aragosta.Immagine

Controllate periodicamente le teste dei vostri figli

A passo svelto torno a casa, cercando di evitare le innumerevoli pozzanghere a cui mi sento ormai affezionata. E mentre penso alla mia imbranataggine, ecco che ne becco una in pieno, giusto con quello stivale. Ma vaff….ben mi sta – mi dico – che poi a pensarci bene l’avevo quasi spuntata io contro la maledetta tiranna.

Lassamm sta’!

Che poi mi torna in mente un cartello letto qualche ora prima: Controllate periodicamente le teste dei vostri figli!

Sarà deformazione professionale o la consolidata esperienza in pippe mentali e affini ma immediatamente ho pensato al benessere psicologico dei miei elfi. Ecco che attacco con l’ennesima!

Se anche a me avessero controllato, non dico assai ma di tanto in tanto, la testa forse non sarei qui, sotto l’acqua mentre ho lasciato altra acqua a scorrere in casa. Che poi lo sapevo io che i fari erano spenti, così come sapevo io di aver chiuso casa il 31 ottobre, così come potevo benissimo immaginare di aver inserito l’antifurto due mesi prima.

Comico vero? E meno male che non sto continuamente a lavarmi le mani, almeno. Che poi, a esser sincera, solo dopo dieci minuti ho avuto la santa illuminazione, sentendomi anche abbastanza stupida tra l’altro. Quel cartello aveva come unico scopo quello di evitare, tra gli gnometti, il dilagare di un fenomeno tipico del loro mondo magico. E allora a passo più svelto di quello con cui sto beccando tutte le pozzanghere son scappata via. Mi sa che questi stivali finiranno direttamente nel cassonetto.

Ops…intanto tutta quell’acqua sarà uscita a farsi un giretto?

Smuack :*Immagine