Mangiafuoco

Avverto lontane auto che si spengono, sportelli che si chiudono ed un’angosciante canzone di cui nemmeno riconosco le parole. L’asettica voce mi avvisa che sono le 19. Ancora le 19 rimbomba nella mia testa che da ore scoppia. Ormai quasi giorno un flash mi ricorda di stamattina, un flash mi abbaglia. Come un ladro ho poi buttato tutto, speravo che nessuno se ne accorgesse. Forse mi avranno sentita ma avranno pensato alla solita insonnia.

Alzo gli occhi e mi guarda un viso stanco, gli occhi cerchiati di un nero che sta lì, cattivo, a sottolineare sacrifici, sonno, paura mista a delusione. Provo a consolarlo, a dirgli che non esistono fili da tendere, braccia da muovere o uteri da poter fecondare in un istante.

La matrigna si è presa gioco di me.

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