A che età l’innocenza va a farsi fottere?


Tanti piccoli gnomi si rincorrono, come teneri porcellini nel fango, sulle grandi scale che poco prima avevamo occupato noi, stancamente, per parlar di soldi e valutazione.

E poi risate, voglia di apprendere ed occhi lucidi e vivaci di chi ha tanta sete.

Quegli occhi si poggiano anche su di me: “Sei un vampiro?”. Voi cosa avreste risposto? Non ho resistito.

“Sì, ma non te lo succhio il sangue. Promesso!”

E lì, l’innocenza diventa, per magia, complicità, l’intesa di un attimo, racchiusa in uno sguardo furbetto che, molto probabilmente, non vedrò mai più.

Peccato, o forse pensandoci bene, meglio così.

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E dopo qualche ora, quella stessa persona, è seduta in un tiepido regionale, di quelli che li lasceresti a cullarti fino alla fine del mondo.

E quella persona, timidamente, si è seduta accanto ad un ragazzo dall’aria gentile ma dallo sguardo che solo poi si rivelerà falso.

Dormicchia quella persona, dorme lasciando cadere ogni tanto il capo, come se perdesse temporaneamente il controllo dei propri muscoli.

E dopo tanto dormicchiare alla fine quelle due parole le scambia. Non l’avesse mai fatto.

“Lavori nella scuola quindi?”.

Ha memorizzato tutta la conversazione con mia madre questo qui?

“Sai, io sono in Marina, viaggio molto. Vedi, questa è mia figlia, questa mia moglie ma sai, a volte, star lontano è meglio. Che io nella lontananza ci credo quando due persone vogliono stare assieme per tutta la vita”.

E come spiegargli che io me ne son fatta una filosofia di vita che abbraccio ogni giorno con tanto amore?

“Però devo anche dire che le emozioni, sai, le lascio scorrere liberamente assecondandole sempre. Per non vivere di rimpianti.

Ma dove si sta avviando?

“Non ti è mai capitato?”

Ma nemmeno per sogno.

“Io so che mi innamorerò della persona che non sposerò mai!”.

Ma mi sono persa qualcosa, per caso?

 

Per non tirarvela a lungo, la conversazione si è risolta in un modo piuttosto brutale. Non ho resistito, come al solito. Ho iniziato a subissare di domande l’individuo in questione, sputtanandolo alla grande ed avevo alle spalle un intero vagone, a tifare per me.

Ma come si può, dico io, come si può? Mostrare le foto della propria bambina di appena tre mesi e star lì a parlare di tradimento, a dire che d’altronde chi tradisce si assume un enorme responsabilità: quella di tacere!

Ma scherziamo? Vi prego, ditemi che era una Candid Camera e quella donna, che da sola cresce una bimbetta a 200 km di distanza dal proprio (stronzo)marito, non esiste.traditore-pentito

Ditemelo.

 

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