Caperucita Roja

Ho lasciato il cestino nel bosco, ho pensato che non mi sarebbe più servito. Non voglio più portarlo, è pesante. 

E poi, sempre la stessa storia: il mio cappuccio rosso, tra le verdi foglie, richiama puntualmente la sua attenzione. Sarà mica sfiga la mia? Continuo a chiedermelo da anni. La nonna sostiene che, inconsciamente, sono io che desidero di essere rapita. Eppure mi muovo silenziosamente. Che strano!

All’improvviso buio e l’affascinante cacciatore a tirarmi fuori dalle calde viscere. Che piacevole sensazione genera il sentirsi salvata. Ma che senso ha continuare ad evitarlo per poi sperare di incontrarlo?

E poi, un bel giorno, decise di appendere il rosso cappuccio alla porta e regalò il cestino ad una vicina.

Andasse a ***** ******* la nonna! Oggi me ne vado al cinema col cacciatore!

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I’m sick…but still not tired

Nel dolore ci facciamo tutti del male ed il prossimo si trasforma in capro espiatorio di colpe che non gli competono.

Anime in fiamme, poco attente, completamente assorte nella contemplazione del proprio dolore. Shhhhhhh ed urliamo ancora di più, con astio. E ci alziamo di notte, con passo pesante, anime perfide le cui catene risuonano sul freddo pavimento. Non hai dirittorumore, metallo freddo. Voci confuse e lamenti fanno da sottofondo ad una cattiveria diffusa. Oggi me ne resto a guardare, faccio la malata.

Avrò…avrò…avrò

Ieri una persona che mi vive costantemente mi ha confessato di avermi trovata cambiata, che mi vede serena, cresciuta. Lì per lì mi sono sentita quasi offesa (per chi non lo avesse ancora capito non è raro che succeda) ma poi, pensandoci bene, sono giunta alla conclusione che, nonostante tutto, forse forse (non gliela posso mica dar vinta) ha ragione.

Vestendomi ho poi lanciato una rapida occhiata allo specchio ed ho ammiccato. Sì, ho ammiccato a me stessa e non mi vergogno assolutamente a dirlo. Con le mani sui fianchi, con lo sguardo deciso, dritto nelle pupille. Una luce diversa.

Non ho avuto bisogno di pensarci, sarebbe andato bene tutto. 

Un barlume negli occhi, la più semplice, un solo colore. Il mio. Viola.

Ed oggi, mi arriva il commento di una collega. Nella più totale confusione, in un attimo di smarrimento si avvicina e mi fa “La vedete? Sprizza felicità!”. Mah…sarà vero?

Meno tre.

 

 

Ve la dedico!

http://www.youtube.com/watch?v=F_IeAUj2NQ0